Il re dell’Adriatico è grande e veloce…
Una splendida giornata di inizio marzo, poco vento e mare solo leggermente increspato. La luce che all’alba si riflette sull’acqua ti fa pensare a quanto possa essere bello il nostro Adriatico. Giancarlo quell’incantevole sensazione la conosce bene e sa che, anche se non è ancora il periodo migliore per la pesca del tonno, vale sempre la pena provarci.
Quella del tonno è una pesca che lascia letteralmente senza fiato: mangiate veloci, grande prova di resistenza e, soprattutto, un piacere incolmabile alla vista se riesci a salparlo. I colori giallo e argento che affiorano a pelo d’acqua non lasciano dubbi: è lui il re dei nostri mari. Come tutte le cose belle, spesso è irraggiungibile e catturarlo non è sicuramente facile. Giancarlo non voleva farsi trovare impreparato e, per l’occasione, ha preparato tutta la sua attrezzatura con dovizia di particolari, per essere in grado di affrontare la giornata sia con pescate top water sia in profondità.
Il gran giorno è arrivato: la sua canna Sea Hunter è lì che aspetta il primo lancio, armata con una treccia e un mulinello di grande capacità. Ora il primo passo è individuare il luogo perfetto per iniziare la pescata e, in questo, la sola esperienza del pescatore non è sufficiente: ci vuole un aiuto “dall’alto”. Sono infatti i gabbiani affamati a indicare la possibile mangianza, il ricco buffet dove tutti i predatori si incontrano per banchettare sul pesce più piccolo. Se arrivi in tempo sulla mangianza, aumentano di sicuro le possibilità di riuscita e puoi permetterti tecniche, come lo spinning, difficilmente praticabili in acque così profonde.
Dopo essersi allontanato dalla costa e aver tentato qualche lancio nei tratti “portafortuna”, finalmente il segnale di caos è arrivato: il precipitarsi dei gabbiani indica che il foraggio è in avvicinamento. Eccola, la mangianza: piccola o grande che sia, bisogna precipitarsi. Afferrata la canna, cominciano i primi lanci e con essi sale l’adrenalina. Subito qualcosa ha abboccato, complice la frenesia del lauto banchetto, ma non era ancora quello che Giancarlo voleva. Vista l’acqua relativamente calma, valeva la pena provare a galla: via quindi allo spumeggiante popper. Dopo un po’ di recuperi, con grandi bolle in superficie, arriva la mangiata inconfondibile, violenta e velocissima. È lui!
La Sea Hunter si piega mostrando di cosa è capace una canna con una schiena così robusta, riuscendo a domare le fughe davvero frenetiche del tonno. La frizione non si dà pace, accompagnando il filo nel suo percorso verso gli abissi per poi richiamarlo a sé. La lotta dura parecchio, fino a quando il pesce, esausto, si lascia catturare e sale in barca. Bellissimo e affascinante come sempre. Giancarlo vede il suo amato tonno come un complice, alla pari, in una sfida ancestrale e, dopo averlo slamato, gli offre un bacio di arrivederci e gli ridona la libertà. Il pesce se ne va veloce e scintillante in un Adriatico ancora ricco di sorprese.

