Generazione Spinning
Come ho incontrato Carson? Semplice, per puro caso.
Sia chiaro: l’azienda è ben nota tra i pescatori ed è sul mercato da più di mezzo secolo, quindi niente di nuovo. Ma nel mio caso, dedicandomi principalmente alla pesca del bass, le mie attenzioni sono sempre state rivolte a Oriente, sui colossi leader del settore che tutti conosciamo.
Un giorno, mentre si pescava dal belly con un gruppo di amici, noto su un portacanne una canna dal colore insolito che mi incuriosisce subito. Non riconoscendola tra i soliti modelli a cui sono abituato ed essendo di natura piuttosto curioso, chiedo informazioni. Non so per quale ragione, ma nel mio inconscio sono convinto che una canna da pesca, anziché un’altra, definisca la personalità del pescatore, mettendo in luce l’unicità del singolo (chi pesca può capire, mi auguro…).
Con grande “magnanimità” il mio amico me la passa già montata con un jerk e mi invita a provarla. Una Kermit tutta verde. Leggera, bella anellatura, abbastanza morbida da permettere più di un utilizzo e, soprattutto, perfetta per pescare dal belly. Il manico garantisce una presa ottimale e la sua misura coincide perfettamente con l’avambraccio, il che è un’ottima caratteristica per skippare al meglio.
Arrivato a casa mi piazzo davanti al computer e cerco informazioni in merito a questa nuova scoperta. Tre da casting e due da spinning della stessa serie, tutte con colorazioni diverse e grammature utili per differenti tecniche. La cosa mi interessa e voglio vederle dal vivo per capire se possano fare al caso mio.
Il primo acquisto è stata la spinning monopezzo: una canna facile e robusta con la quale puoi fare davvero di tutto, dalla classica jig head al finesse tout court. Dopo i primi utilizzi ha guadagnato un posto da titolare irremovibile sul mio portacanne, pronta a entrare in azione non appena capisco che il “cappotto” è dietro l’angolo.
A seguire sono arrivate anche la Kermit casting che avevo provato in precedenza e la versione grigia da tre once, che utilizzo con esche più pesanti. Da allora qualche anno è già passato e, dopo numerose pescate, devo ammettere con tutta sincerità che le canne sono impeccabili: svolgono il loro ruolo in maniera ottimale sia che le si utilizzi con il fluorocarbon sia con la treccia, a galla piuttosto che a crank raschiando il fondo.
Ora, in attesa che gli spazi ancora liberi si riempiano di nuove Kermit per altre tecniche, la Kermit spin di tanto in tanto la concedo a mio figlio quando mi tiene compagnia nelle giornate di pesca, dimostrandosi una valida alleata anche da riva. Prima o poi dovrò insegnargli a lanciare a casting, ma un’idea di quale sarà la sua prima canna del genere forse l’abbiamo già in mente…

