Natale a suon di eging
Natale si avvicina e di certo caldo non fa, ma per chi, come Yuri, la pesca ce l’ha nel sangue, la prima giornata soleggiata è un pretesto più che sufficiente per calare la barca e provare qualche lancio. Acqua salata questa volta, con l’obiettivo di provare nuove esche e, segretamente, aspettandosi magari qualche sorpresa. Il mare, inaspettatamente calmo, è una benedizione e questo agevola tutte le manovre per allontanarsi quel poco che basta dalla riva.
L’acqua limpida permette di vedere il fondale anche a una certa profondità e anche Yuri, come la gran parte dei pescatori, prova con scaramanzia a dare uno sguardo a occhio nudo, per vedere se in prossimità della barca si intraveda nei primi metri qualche pesce interessante. Il fondale, per lo più sabbioso, offre la possibilità di sondare lo spot senza ingombri: è tempo di eging!
La canna scelta è la Ul Rider, precisa e sensibilissima, abbinata a un mulinello Kitsune 4000; un terminale non troppo ingombrante ma resistente è quanto basta per innescare le nuove totanare Tamura e sperare in qualche cattura. I primi lanci non sono stati troppo fortunati e tutti i ridondanti interrogativi su meteo, orario e distanza aprono incessantemente i primi dubbi nella mente di Yuri, sino a quando, inaspettatamente e al momento del recupero, arriva la prima mangiata.
La canna si piega quel tanto che basta per mettere in circolo l’adrenalina e da quel momento iniziano le danze. I cefalopodi non sono pesci che si lasciano ingannare facilmente e richiedono una tecnica di pesca che non si può improvvisare; la mangiata è più contenuta, ma il fattore sensibilità e la capacità di recupero diventano determinanti per ottenere un buon risultato. Questo Yuri lo sa bene e, gestendo con maestria la caduta dell’esca in acqua e riuscendo a mantenere un’angolazione efficace nell’azione di pesca, i risultati non si fanno attendere.
La giornata procede con diverse catture, poi d’improvviso il mare, quasi a monito del pescatore, cala il sipario e da lì tutto sparisce. Come per magia l’acqua sembra svuotarsi dei suoi ospiti e Yuri capisce che è tempo di riporre la barca e lasciare indisturbato il mare aperto. Prima di andar via, ancora qualche lancio dalla spiaggia, su una sabbia immobile che sembra pettinata a puntino. La schiuma delle onde che iniziano a ingrossarsi cancella le impronte lasciate da Yuri; è tempo di tornare a casa.
Equilibrio e armonia, pensava ritirando l’attrezzatura e alzando di tanto in tanto gli occhi verso l’acqua, quasi ci fosse ancora qualcosa di incompiuto: forse è questo il segreto della pesca in mare…

