Angelo e il suo ultimo luccio invernale

È quasi tempo di frega per il nostro amato Italico, che sceglie la stagione fredda per portare avanti la propria gloriosa dinastia. È gennaio, le notti sono fredde ma durante la giornata quel timido sole che si presenta è sufficiente a chi, come Angelo, la pesca la vive a 360 gradi e in tutte le stagioni. La barca è pronta e ben equipaggiata; lo aspetta una giornata sull’Iseo dalle mille incognite. Non è facile trovare un luccio di misura in acque così limpide, pensava Angelo prima di accendere i motori. Sarà necessario battere parecchia acqua, alternando zone di profondità a secche con meno fondale.

La sua jerk pike da 7 once gli ha sempre portato fortuna quando si tratta di ricerca, e la treccia da 40 libbre scorre tra gli anelli in maniera impeccabile. Come finale, un buon fluorocarbon di dimensioni generose e non tranciabile dai denti affilati del luccio è, per Angelo, da preferire al classico cavetto in acciaio, perché garantisce alle esche un movimento più naturale.

Si comincia. Si lancia a raffica partendo da zone profonde e muovendo la Deep Hunter sulla colonna d’acqua prescelta; colori abbastanza accesi, tra il rosso e il fire tiger, per rendere più visibile l’esca potrebbero rivelarsi la scelta vincente. Ciò che rende affascinante la pesca al luccio è che si dimostra un predatore implacabile, capace di risalire anche parecchi metri per andare a cacciare un’esca in movimento ma, al contempo, con finestre di attività davvero ridotte.

A metà mattina, un sole inaspettato crea sull’acqua bagliori incantevoli, il che appaga la vista ma rende tutto più difficile. Con la barca decide di spostarsi, andando a esplorare un altro spot con più strutture e un esiguo residuo di erbaio che potrebbe nascondere il predatore affamato. Dalla barca si vedono muoversi alla rinfusa degli splendidi pesci foraggio. Se c’è foraggio, allora potrebbe esserci anche chi questo cibo lo cerca, pensava Angelo; del resto è lui che necessita energie per il periodo di frega.

La prima cattura arriva al secondo lancio: non enorme, ma sontuosa come sempre. Forse si è aperta la tanto agognata finestra d’attività. È tempo di puntare al big, aumentando vibrazioni e dimensioni dell’esca. La scelta ricade sul nuovo TopOne, con appendici vibranti e movimento ultra naturale, leggermente zavorrato per guadagnare qualche metro in caduta.

Dopo qualche lancio arriva la mangiata tanto attesa: questa volta è grande sul serio. Con la canna in una mano e l’ampio guadino nell’altra, dopo un combattimento adrenalinico, Angelo riesce a portare in barca un bel luccio di 80 cm. Che meraviglia: un pesce dai colori stupendi e in perfetta forma. Dopo la foto di rito è tempo di rilasciarlo, non prima di avergli augurato buona fortuna per la sua prossima discendenza.
Ci si rivede in primavera…