Emozioni e adrenalina in formato “Big”
Una pescata tranquilla, di quelle pensate per riempire il weekend trascorrendo un po’ di tempo in compagnia; qualche shad, un paio di crank da provare e poco altro. Target facile: persico reale. “Se gira in branco il gioco è fatto”. Questo era il progetto originale di Daniele e Matteo ma, come spesso avviene nel mondo della pesca, l’imprevisto ti costringe a cambiare i piani all’ultimo momento.
Questa volta la variabile è stata il meteo e non la pioggerellina di qualche ora che sovente aggiunge benefici alla pescata, ma un vero e proprio scroscio di acqua che ha portato a fare salire il livello del fiume in maniera precipitosa. Addio reale, non ci sono proprio le condizioni. Però, a guardar bene, quel Tevere così ingrossato qualche possibilità di divertimento sotto sotto la può regalare.
Il messaggio del giorno prima non lascia dubbi: “che dici Daniele, se provassimo qualcosa di più grande del reale?”. Domanda retorica perché anche a Daniele era venuta in mente la stessa cosa. “La Catspin è già in macchina…”. Detto fatto, gommone al seguito si dirigono al fiume. Ci vuole coraggio a calare in quelle condizioni con una corrente impetuosa e una distesa di fango limaccioso non certo invitante, però a dirla tutta, ciò che per noi è avventura per il grande pesce baffuto è terreno di caccia ottimale. Si parte!
Difficile persino stare in piedi ma la voglia di provarci supera la titubanza. La canna è ottima e robusta, ideale per vincere la corrente con esche importanti e, infatti, dopo non molto è Daniele ad aprire le danze incannando un siluro di dimensioni ragguardevoli. Combattimento estenuante di oltre mezz’ora con canna sempre in piega e frizione che ha dato il meglio di sé lavorando incessantemente. Matteo cercava di aiutare l’amico assecondando le partenze del pesce con il movimento del gommone anche se il motore faceva davvero fatica a spostarlo nella direzione giusta. Eccitazione e pulsazioni a mille aiutavano Daniele in quel momento difficile con la sicurezza di vedere quel testone enorme sbucare dall’acqua da lì a poco. Invece destino vuole che quella volta il siluro, forse grazie alla forza della corrente unita al suo impeto guerriero, la soddisfazione di mostrarsi non l’ha concessa a nessuno e slamandosi con qualche peripezia ha ripreso la sua strada lasciando i nostri due amici con l’amaro in bocca. Dopo un po’ la corrente e il livello del fiume hanno iniziato a scendere perché probabilmente più a valle avevano aperto la diga per far defluire l’acqua.
Spostandosi più a centro fiume Daniele e Matteo notano che l’ecoscandaglio presentava una marcatura davvero notevole. Immobile e con un profilo da ultra big, un altro siluro governava le acque impetuose di quella giornata. Bisognava tentare. Numerosi lanci non hanno smosso il predatore neanche di un centimetro sino a quando l’esca di Matteo lanciata quasi in verticale, è stata inghiottita con violenza. Da quel momento in poi l’adrenalina è stata l’unica protagonista dell’azione. Oltre quaranta minuti di tiro alla fune senza fiato non ottenendo risultato alcuno. Il nostro amico non era dell’idea di uscire da quella zona di confort e probabilmente la sua stazza, stimata senza la presunzione tipica dei pescatori in oltre 2,5 metri, gli ha permesso di vincere il combattimento. Anche il fratello grande non ha voluto mostrarsi ai pescatori e tutti gli sforzi non sono serviti a portare in barca questo gigante del Tevere. Anche lui in qualche modo è riuscito a slamarsi e riprendere la sua strada in tranquillità.
La pesca è anche questo: saper perdere sapendo di aver combattuto qualcosa di più forte di noi. I nostri amici avranno qualcosa da raccontare che ha stupito loro stessi per primi. Due big in una sola giornata e neanche la gioia di averli visti da vicino. Hanno vinto loro, 2 a 0, del resto tra fango, corrente e condizioni avverse quelli che giocavano in casa erano loro…

